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Paint Academy "si racconta" a La Coloratrice

Paint Academy, raccontato da Francesco Mencarelli che ne è di fatto il volto (ormai omnipresente quando di parla di rivendite di colori, e lo diciamo con stima sincera), è il programma definitivo per svuotare il proprio magazzino.

Si tratta a tutti gli effetti, per le rivendite di colori, di imparare una strategia di vendita efficace, capace di capitalizzare gli sforzi.

Il rivenditore oggi si trova in un mercato complesso, non solo deve essere competente sui prodotti, ma deve essere capace di attuare strategie di marketing nell'ottica di semplificare e ottimizzare i processi di business.

Trovare qualcuno che questo "lavoro sporco" lo ha sperimentato sul campo e te lo vuole insegnare, ci pare un'occasione da non perdere, no?!

 

 

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Scoprirai come è nato il metodo preconfezionato per la gestione del punto vendita colore, come ho risolto le difficoltà dovute alla crisi del settore, e di come ho avuto ragione su chi non credeva nelle mie idee solo perchè stavo andando contro corrente.

La mia vita in mezzo alle vernici

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Sono cresciuto nell’azienda di famiglia, sono nato che i miei genitori erano già agenti di vendita per un grande produttore di vernici. All’attività di rappresentanza si aggiungeva la gestione del deposito materiali e della logistica per l’approvvigionamento di centinaia tra negozi e imprese in una vasta area del centro Italia.

L’agenzia di rappresentanza ha sempre battuto record su record quanto a risultati di vendita

Nonostante l’area di competenza non comprendesse grandi città ma soprattutto verdi colline e piccoli paesi, il valore del venduto, era elevatissimo, e lo è tutt’ora.

Il consumo procapite nella mia area (fatturato diviso per numero di abitanti) fa invidia ai grandi centri urbani.

La vita dell’azienda è stata sempre per me molto attraente, mio padre mi ha sempre coinvolto in visite agli stabilimenti e riunioni d’area fin da ragazzo e cosi, dopo il liceo, decisi di interrompere gli studi per impegnare il mio tempo in azienda.

Nessuna università era cosi attraente come l’idea di misurarmi con qualcosa che avesse conseguenze dirette sulla mia vita. Quindi sospesi gli studi per poi riprenderli molti anni dopo, su argomenti specifici da poter applicare in azienda.

Non è stato sempre semplice, ci sono stati anche anni molto duri

 
 
 

Il mio momento era arrivato, avevo accumulato anni e anni di esperienza a confronto con produttori, tecnici di laboratorio, rivenditori, impresari, architetti, ed ero finalmente pronto a prendere le redini dell’azienda.

Ma proprio quando avrei dovuto iniziare a raccogliere i frutti del mio lavoro,incluso il vedere aumentare il mio compenso, il mondo è cambiato.

Il mercato ha cominciato a flettere ed i consumi si sono ristretti.

Mi ritrovai quindi a dover fronteggiare per la prima volta da responsabile una situazione difficile, non c’era nessuno a garantire che tutto sarebbe andato bene, ora toccava a me e avrei dovuto prendere decisioni che avrebbero avuto ripercussioni non solo su di me, ma sulla mia famiglia, e su altre 12 famiglie, le famiglie dei miei collaboratori.

La prima cosa che mi venne in mente fu quella di rivolgermi a consulenti esterni per avere punti di vista diversi, analizzai la gamma prodotti per verificare se poteva essere ampliata così da poter proporre più materiali allo stesso cliente. Più gamma, più offerta, più possibilità di vendita.

Ipotizzai poi delle offerte sui prodotti, già, perché i miei venditori si lamentavano che in giro c’erano aziende che vendevano a prezzi più bassi e ci rubavano fatturato.

In ultimo, una serie di riunioni motivazionali ai miei agenti di vendita, dovevano crederci di più, dovevano impegnarsi di più, dovevano fare più visite al giorno perché questo avrebbe significato più possibilità di vendita.

Risultato? Nessuno. Nessun risultato positivo nonostante l’impegno.

Oggi potrei chiamare questa strategia, la strategia della paura.

Proprio così, azioni dettate dall’istinto di sopravvivenza e dalla speranza di riuscire, piuttosto che da una seria riflessione sul da farsi. Mi ero concentrato sul problema guardandolo troppo da vicino ed avevo perso di vista la realtà delle cose.

Avevo cercato di risolvere un problema nuovo con un metodo vecchio, il vecchio modo di pensare che funzionava quando la pittura si vendeva da sola, il vecchio modo utilizzato per vendere in tempi di vacche grasse. Ma la situazione stavolta era diversa ed io avrei dovuto rispondere in modo diverso.

Mi resi conto solo più tardi che avevo commesso 3 errori fondamentali nel progettare il rinnovamento della mia azienda.

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